HomePage
Presentazione di API Napoli Riferimenti e indirizzi di posta Collegamenti utili
Parliamo di ... Il 'cerco e offro' degli Associati Ricerca personale qualificato
Connessione al Server MysqlDisconnessione

<< Indietro

Crisi economica 08-05-2009
Il troppo stroppia e soprattutto non aiuta. Ne abbiamo avuto prova ulteriore dopo che, in coincidenza con l`inizio dell`attuale crisi globale, i segnali di ottimismo lanciati dai Governi, sia europei che d`oltreoceano, a distanza di qualche mese sono stati puntualmente ritrattati con cifre al ribasso. Sicuramente l`intento era quello di non creare panico. Di evitare che il sistema produttivo replicasse quell`effetto domino che ha investito le banche. Dal crack dell`americana Lehman, lo abbiamo visto tutti, l`onda nera della crisi ha travolto il sistema del credito a livello mondiale. Il punto è un altro. Fino a che punto gli esperti, gli economisti e gli stessi politici potevano pensare di "ingannare", sia pure per una giusta causa, tutti coloro – siano essi famiglie, lavoratori o imprenditori – che si trovano nella condizione, alla fine di ogni mese, di dover far quadrare i conti? La domanda ovviamente è retorica. Tutti quelli che oggi si sentono "disillusi" di certo sarebbero stato più sereni nel poter constatare che quell`ottimismo aveva un suo fondamento. Avrebbero volentieri fatto a meno di snocciolare tutti i dati negativi che, da più parti, ci hanno messo di fronte alla realtà nuda a cruda. Gli ultimi, in ordine di tempo, sono quelli diffusi dal "Rapporto sulla Provincia di Napoli", redatto dall`ente camerale. Un vero e proprio bollettino di guerra.Nel 2008 sono diminuite (dell`8 per cento) le iscrizioni al registro delle imprese, la quota di export (-3) ed il turismo (meno 7 per cento). Mentre sono aumentate le cancellazioni dal registro delle imprese (più 4), i fallimenti (più 45,9) ed il tasso di disoccupazione (13,8). Anche la dispersione scolastica sta crescendo, destando grande preoccupazione per un territorio che già oggi non ha la capacità di assorbire le sue migliori risorse. Se molti dei nostri "cervelli" vanno via, che ne sarà, tra qualche anno, di tutti quei giovani che abbandonando la scuola si troveranno nella condizione di essere poco qualificati, di rimanere esclusi dal mondo del lavoro? Invertire questo trend richiederà del tempo. La ripresa in cui tutti speriamo non è sicuramente dietro l`angolo. Ma da qualche parte bisognerà pure cominciare. Ed il primo nodo da sciogliere resta ancora quello del credito. Per le banche, paradossalmente, il peggio è passato. In Europa e negli Usa i tassi interbancari sono scesi ai minimi storici. E la Banca Centrale Europea ha appena ridotto di un quarto di punto il costo del denaro, portandolo all`1 per cento. Il minimo assoluto nei dieci anni di storia dell`Istituto. Per converso, potremmo dire che la fiducia della banche è salita ai massimi storici. Ora ci si aspetta che questa fiducia venga riversata sulle imprese, che proprio dalle banche attendono un`apertura di credito ed alle prese con un sistema di regole, quello di Basilea 2, che è per loro penalizzante. Ci si attende che vengano messe in pratica politiche monetarie, finanziarie e fiscali favorevoli ad un sistema produttivo italiano che, lo ricordiamo, è fatto per lo più di imprese piccole e medie. Per queste ultime le previsioni a medio termine devono per forza, in assenza di azioni che siano credibili, discostarsi da quelle della grande industria, colpita anch`essa dalla congiuntura negativa, ma più che mai "assistita" nel processo di ripresa dal Governo centrale. Sul piano locale, la spinta alla ripresa passa per la parola semplificazione. Oggi più che mai le Istituzioni sono chiamate ad assumere decisioni non rinviabili su progetti fermi al palo da troppi anni. A farsi garanti, essere per prime, nei confronti delle imprese di un equilibrio tra diritti e doveri che troppo spesso viene messo in discussione. Un esempio per tutti: i ritardi con i quali la pubblica amministrazione paga le aziende sono ancora un problema irrisolto. E in una fase come questa, in cui c`è crisi di liquidità, pesa su di noi come un macigno.
Autore: Emilio Alfano

<< Indietro

API Europa
Stampa oggi
Confidi
Credito e finanza
Sindacale - Previd.le
Relazioni internazionali
Convenzioni
Telemaco CCIAA
Corsi di formazione
CONSIP
Per Associarsi
Bando 2010
Confapi Nazionale
HomePage HomePage