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Napoli, 20 ottobre 2009. Sostegno da parte dell’Api Napoli al Capo della Squadra Mobile di Napoli, Vittorio Pisani, al centro di una vera e propria bagarre per le sue dichiarazioni, al Corriere Magazine, sulla necessità o meno di assegnare la scorta allo scrittore Roberto Saviano. «Pisani non ha considerato lo scrittore di Gomorra come un uomo non in pericolo di vita – ha commentato Maurizio De Luca, Vicepresidente dell’Api Napoli con delega all’antiracket -, ha solo evidenziato che sono tante le persone che si battono contro le mafie, ma non hanno mai avuto alcuna scorta».
Gli eroi non sono singoli e sparuti uomini, dunque, non sono solo quelli noti a tutti grazie al clamore mediatico, ma sono anche, talvolta soprattutto, persone che in silenzio portano avanti serrate battaglie ai fenomeni mafiosi. Anche tra gli associati Api non mancano casi. «Ho combattuto in prima persona contro l’estorsione – continua De Luca – e, come me, anche altri appartenenti alla realtà Api. Nessuna scorta c’è stata assegnata dopo le denunce e abbiamo continuato a svolgere una vita normale, non isolata e non blindata». Fondamentale, quindi, non indurre gli imprenditori ad accettare in silenzio per paura, poi, di una vita “diversa”, fatta di scorte e fughe.
Il Vicepresidente dell’Api Napoli, inoltre ha anche ricordato che il Capo della Squadra Mobile ha soltanto espresso una sua opinione. Fa riflettere che in un paese dove si combatte tanto per la libertà di stampa, si condanni, come su qualche testata è accaduto, la libertà di opinione. Sconcertano, per altro, le allusioni su possibili ritorsioni di un uomo dello Stato contro uno scrittore, che ha preso posizioni su un tema caldo per lo Stato, come quello sulla libertà di stampa.
L’Api Napoli, dunque, è a favore della libertà di espressione in genere: libertà, quindi, anche di esprimere senza paure il proprio disagio avanti a fenomeni di racket e sopruso.
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