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Napoli, 11 novembre 2009. Sostegno da parte dell’Api Napoli alla Fincantieri: necessario l’intervento del governo. La soluzione è a portata di mano: occorre affidare nuove commesse all’azienda. La lettera inviata dal sindaco di Castellammare di Stabia, Salvatore Vozza, ai parlamentari riapre la piaga Fincantieri. Il primo cittadino ha protestato contro il blocco del Tavolo Nazionale sulla cantieristica e ha chiesto ai parlamentari di intervenire. «Una delle più note aziende specializzate nella progettazione e costruzione di navi mercantili e militari versa in una crisi profonda – ha sottolineato Emilio Alfano, presidente dell’Api Napoli -. Il cantiere di Castellammare è il primo stabilimento colpito: oltre la metà dei dipendenti da settembre è in cassa integrazione. Altri mille lavoratori del polo sono stati espulsi dal regime produttivo o prossimi ad esserlo. Ora bisogna agire». Alcuni incontri tra governo, rappresentanti dell’azienda e sindacati, l’ultimo tenutosi il 14 ottobre scorso, hanno fatto ben sperare. La svolta, però, non è arrivata: il percorso avviato si è, al momento, arenato. «La Fincantieri va riportata ai massimi livelli – ha continuato Alfano – occorre che il governo predisponga strumenti infrastrutturali e di innovazione e ricerca tecnologica per rafforzare e rilanciare il settore cantieristico».
Fondamentale affidare commesse nuove ai nostri cantieri navali e non rivolgersi all’estero. «E’ notizia di questi giorni il varo del bulk carrier della Rizzo - Bottiglieri - De Carlini Armatori, nota compagnia di trasporti marittimi napoletana – ha dichiarato il presidente dell’Api Napoli –. Quella che viene considerata la più grande porta rinfuse per il carico secco della Marina mercantile italiana è stata costruita da cantieri cinesi e giapponesi. Per altro, la Rbd Armatori ha già commissionato agli stessi altre diciannove navi, da costruire nei prossimi due anni. La Rbd è solo uno dei tanti gruppi armatoriali che si rivolgono all’estero. Questo avviene per la poca competitività della nostra cantieristica. Rendere di nuovo concorrenziale la Fincantieri significa assicurargli commesse nuove da parte di armatori nostrani e non solo».
L’Api Napoli si è fatta promotrice, pochi mesi fa, di una proposta proprio per avviare la ripresa dei cantieri locali e dei riparatori navali: la realizzazione di un nuovo bacino di carenaggio nel Porto di Napoli. Sottolineando, alle autorità competenti, che la messa in opera dell’infrastruttura potrebbe essere affidata alla Fincantieri, visto il deficit di incarichi.
C’è da ricordare, inoltre, che la carenza di commesse e il rivolgersi all’estero non è solo una tendenza del settore della fabbricazione navale, come Alfano ha sottolineato: «Purtroppo questa triste inclinazione, che rallenta la ripresa dell’economia italiana, avviene in ogni settore. Migliaia, oramai, le imprese che hanno fermato le macchine nell’attesa d’incarichi nuovi, che tardano ad arrivare».
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