|
In Finanziaria salta il taglio dell’Irap: protestano Confapi Campania e Api Napoli, promotrice, tra l’altro, di un convegno il 28 ottobre scorso sulla crisi delle Pmi e sulla necessità degli sgravi fiscali, a cui ha partecipato anche il presidente nazionale Confapi, Paolo Galassi
Napoli, 26 novembre 2009. Rabbia per il mancato taglio dell’Irap: la Confapi Campania e l’Api Napoli in disappunto con la manovra finanziaria in atto. E così, dopo le parole, che facevano ben sperare, del governo centrale sulla possibile riduzione dell’imposta regionale sulle attività produttive, arriva il no secco al taglio dell’Irap.
Al termine della consulta economica del Pdl, infatti, le speranze delle imprese, impossibilitate a riprendersi dalla crisi anche a causa delle tasse elevate, sono crollate: per lo scudo fiscale non sono stati stanziati gli 8 – 9 miliardi di cui si era parlato nei giorni scorsi, ma solo 4 miliardi. «Le risorse a disposizione andranno destinate a nuovi interventi su welfare, giustizia, scuola, enti locali e Pmi – ha commentato il presidente della Confapi Campania, Emilio Alfano -, ci sarà, dunque, un aiuto per le piccole e medie imprese, ma non sarà quello che ci aspettavamo e di cui necessitiamo». Importanti, quindi, gli strumenti per aiutare il sistema imprenditoriale previsti dalla finanziaria: potenziamento del fondo di garanzia per le micro imprese, credito d’imposta per la ricerca e lo sviluppo e realizzazione della Banca del sud, ma non sufficienti. «L’Irap è da sempre un sovraccarico improprio – ha sottolineato il presidente della Confapi Campania -, non abbiamo mai accettato una tassa che costringe gli imprenditori a pagare su quanto elargito ai dipendenti. Questa imposta, negli anni, ha soltanto favorito il lavoro sommerso».
L’aggravio Irap, per altro, colpisce particolarmente le aziende del sud rispetto a quelle del centro e del nord. «Nelle regioni del mezzogiorno – ha spiegato Maurizio De Luca, vicepresidente dell’Api Napoli -, a causa di voragini nel bilancio della sanità, le imprese pagano un’Irap più alta di circa un punto rispetto alle aziende del resto d’Italia. Questa disuguaglianza rende le nostre realtà ancora meno competitive. Inoltre, il bando regionale per il credito d’imposta è al momento fermo. Ci auguriamo che la Regione firmi al più presto il decreto dirigenziale per l’avviamento della misura».
|