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Alfano: Inutili gli ammortizzatori sociali, lo Stato deve incoraggiare le commesse anche a favore di tutto l’indotto che lavora attorno a una grande azienda
De Luca: Fondamentale attivarsi e lanciare idee per risolvere la crisi Fincantieri
Dopo la proposta di un bacino di carenaggio nel Porto di Napoli e il sostegno pubblico rivolto al sindaco Vozza, la Confapi Campania e l’Api Napoli lanciano una nuova proposta a sostegno della Fincantieri
Napoli, 18 dicembre 2009. L’odissea Fincantieri sembra non finire mai. Del resto, sarebbe impossibile mettere un punto ad una situazione che vede in bilico migliaia di posti di lavoro. La Confapi Campania e L’Api Napoli sono scese in campo più volte a favore dell’azienda specializzata nella progettazione e costruzione di navi mercantili e militari e adesso lanciano una nuova proposta. «Occorre trovare il modo per incoraggiare gli imprenditori del settore navale ad assegnare commesse alle aziende cantieristiche nostrane – ha spiegato Emilio Alfano, presidente della Confapi Campania -. A poco serve concedere ammortizzatori sociali ai dipendenti, bisogna procurare loro lavoro». Dunque, vagliare una manovra per non “perdere” soldi statali, ma per produrre ricchezza. «Con degli sgravi, dei benfit o delle agevolazioni – ha continuato Alfano -, lo Stato deve incentivare gli imprenditori ad affidarsi alle aziende cantieristiche italiane e non a quelle estere, dove la mano d’opera ha un costo inferiore. In questo modo i soldi erogati rientrano nelle casse statali tramite tasse e i lavoratori possono vivere di certezze, non di ammortizzatori sociali».
Inoltre, assicurare nuove commesse alla Fincantieri significa anche assicurare ulteriori introiti alle tante altre imprese che lavorano per l’indotto. «C’è un filiera formata da piccole imprese che lavorano per creare componenti dei prodotti complessi, macchinari per la produzione e quanto altro possa servire ad un’azienda specializzata - ha sottolineato Alfano -. Quando si verifica una carenza di commesse in una grande azienda, tutti gli occupati di queste piccole industrie dell’indotto perdono il lavoro e non sono tutelati da ammortizzatori sociali. I piccoli imprenditori, inoltre, non sono salvaguardati. Spingere gli imprenditori a commissionare incarichi alle aziende specializzate nostrane, significa dare lavoro anche a questa serie di lavoratori non direttamente dipendenti dell’azienda affidataria della commessa, ma legati ad essa».
L’idea si inserisce in una serie di iniziative portate avanti negli ultimi tempi dalla Confapi Campania e dall’Api Napoli a sostegno della Fincantieri. «Mesi fa – ha ricordato Maurizio De Luca, vicepresidente dell’Api Napoli – abbiamo presentato al presidente dell’Autorità Portuale di Napoli, Luciano Dassatti, all’assessore ai Trasporti e alla Viabilità della Regione Campania, Ennio Cascetta, e al presidente della Fincantieri, Corrado Antonimi, una proposta per avviare la ripresa dei cantieri locali e dei riparatori navali. In particolare, abbiamo proposto la realizzazione di un nuovo bacino di carenaggio nel Porto di Napoli, sottolineando che la messa in opera dell’infrastruttura poteva essere affidata alla Fincantieri, in carenza di commesse. Diversi, inoltre, gli appoggi pubblici e privati all’azienda e al sindaco di Castellammare di Stabia, Salvatore Vozza».
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